
L'entrata in vigore dei nuovi limiti restrittivi per i PFAS nelle acque è stata ufficialmente posticipata al 12 luglio 2026. Un cambiamento normativo cruciale che richiede tempo e tecnologie avanzate per l'adeguamento dei protocolli analitici. Scopri come TerreLogiche supporta enti e aziende nel monitoraggio ambientale e nella gestione sicura delle risorse idriche.
Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) continuano a rappresentare una delle criticità ambientali più rilevanti degli ultimi anni, con impatti diretti sulla qualità dell’acqua e sulla salute pubblica. Si tratta di una famiglia di composti chimici caratterizzati da elevata stabilità e resistenza alla degradazione, proprietà che ne ha favorito l’uso industriale ma anche la diffusione nell’ambiente, in particolare nelle acque. Queste caratteristiche rendono necessario un controllo sempre più rigoroso della loro presenza nelle acque potabili.
In questo contesto si inserisce la nuova Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025), che aggiorna il quadro normativo relativo al monitoraggio delle acque destinate al consumo umano, introducendo scadenze e limiti più severi.
Il nuovo calendario delle scadenze: proroga al 12 luglio 2026
I nuovi limiti più restrittivi, inizialmente previsti dal D.Lgs. 18/2023 per il 12 gennaio 2026, entreranno ufficialmente in vigore il 12 luglio 2026. Questa proroga di sei mesi non ha una valenza puramente formale, ma rappresenta un intervallo necessario per consentire ai gestori del servizio idrico e ai laboratori di adeguarsi ai nuovi, rigorosi standard qualitativi.
I nuovi limiti normativi
A partire dal prossimo luglio, diventeranno obbligatori due parametri chiave definiti per la sicurezza delle acque potabili:
- Somma di PFAS: 0,10 µg/l (riferito alla somma di 20 sostanze specifiche)
- PFAS Totale: 0,50 µg/l (parametro che comprende la totalità delle sostanze perfluoroalchiliche)
È prevista inoltre una fase transitoria: alcune molecole saranno temporaneamente escluse dal calcolo, in attesa di metodiche analitiche condivise a livello nazionale.
Perché la proroga è necessaria?
L'adeguamento ai nuovi limiti non è immediato, richiede interventi strutturali e metodologici complessi:
- Tecnologie di trattamento: l'installazione di sistemi avanzati di filtraggio (come i carboni attivi granulari o membrane a osmosi inversa) richiede tempi tecnici di progettazione, fornitura e collaudo.
- Metodiche di laboratorio avanzate: rilevare concentrazioni infinitesimali (nanogrammi per litro) richiede protocolli analitici estremamente precisi e una standardizzazione dei processi di campionamento.
In altre parole: non è solo una questione normativa, ma tecnica e operativa.
Il supporto tecnico di TerreLogiche
In questo scenario di transizione, la disponibilità di dati non basta: è fondamentale saperli leggere, interpretare e utilizzare correttamente. TerreLogiche supporta enti e aziende nelle attività ambientali complesse, affiancando il monitoraggio con strumenti avanzati di analisi e modellazione:
- Modellistica Idrogeologica: per comprendere i meccanismi di circolazione delle acque sotterranee e il possibile trasporto dei contaminanti
- Monitoraggio Ambientale: attività di rilievo e interpretazione dei dati chimico-fisici, per una corretta caratterizzazione dei siti.
- Consulenza per Bonifiche: supporto tecnico nella definizione delle migliori strategie d'intervento per la messa in sicurezza dei siti
L'impegno di TerreLogiche è fornire soluzioni basate su evidenze scientifiche e tecnologie all'avanguardia per garantire una gestione sostenibile e sicura delle risorse idriche.
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